Il cybercrime non va in vacanza

La tecnologia d’estate e le sue contrindicazioni. Fra wi-fi libero in spiaggia, finte offerte di viaggi e sconti, carte di credito che potrebbero finire clonate, bisogna fare attenzione. Il cybercrime non va in vacanza, anzi approfitta della spensieratezza dell’estate per colpire anche sotto l’ombrellone anche se gli italiani tendono a dimenticare la minaccia. In hotel, in treno, in stazione, al bar, negli stabilimenti balneari attenzione alle reti wi-fi aperte. “Spesso non sono criptate e quindi non protette, e sono anche configurate in modo approssimativo dal punto di vista della sicurezza”, spiega Andrea Zapparoli Manzoni che siede nel consiglio del Clusit, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica.

“Può capitare che queste reti siano state compromesse da malintenzionati, con il fine di spiare le comunicazioni di chi vi si collega. Quando possibile vanno evitate se non si è ragionevolmente certi che siano gestite in modo sicuro e monitorate adeguatamente. In questo periodo, inoltre, si raddoppia il ‘phishing vacanziero’, cioè le finte offerte di viaggi, vincite di premi, sconti straordinari. Gli hacker “pescano” via email, sms, chat e social network. Se una cosa è troppo bella per essere vera, normalmente non lo è”.

In vacanza poi aumentano i rischi che la carta di credito venga clonata. “Siate prudenti anche per piccoli pagamenti. In certi paesi esteri può essere particolarmente rischioso. In generale, non lasciate la vostra carta di credito in mano a qualcuno fuori dalla vostra vista”, consiglia Zapparoli Manzoni. Non bisogna neanche abbassare la guardia sui ransomware, quei virus che colpiscono i dispositivi, bloccandoli, e i cybercriminali chiedono poi un riscatto per ‘liberare’ i dati. Secondo un rapporto di Kaspersky Lab, nei primi mesi del 2017 il loro numero è più che triplicato.

“In vacanza, fuori ufficio, spesso i ‘backup’ dei dispositivi non vengono fatti, quindi si è più vulnerabili – continua Andrea Zapparoli Manzoni – i criminali lo sanno e ne approfittano, i dati personali e lavorativi vanno protetti adeguatamente”.

Infine, un capitolo a parte meritano le foto e i video compromettenti, perché in vacanza può capitare di lasciarsi andare e fare cose che poi possono causare imbarazzo in altri contesti meno ludici. “Attenzione a non compromettere la propria immagine e la propria reputazione – conclude Zapparoli Manzoni – condividendo immagini e video che potrebbero creare problemi in futuro, magari il prossimo inverno quando si cercherà lavoro”. Internet infatti non dimentica.

fonte: http://bit.ly/2sdm6Gh

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