Sembra italiano ma non lo è: un’app per smascherare il falso made in Italy

Dal “parmesan” al finto Asiago, dall’aceto balsamico di Modena fasullo ai wine kit: sono solo alcuni dei più noti “tarocchi” diffusi all’estero che imitano le eccellenze agroalimentari made in Italy. È il fenomeno dell’Italian sounding – prodotti che vengono spacciati per italiani ma che non lo sono affatto – un mercato che nel mondo vale oltre 54 miliardi di euro, il doppio delle esportazioni dei prodotti originali, secondo i dati Assocamerestero aggiornati a dicembre 2016.

Da oggi, però, per stanare le false eccellenze dell’enogastronomia italiana basterà una semplice app, promossa dall’associazione no profit Reliabitaly (nata per la tutela del made in Italy). Con uno smartphone i consumatori in Italia, e soprattutto all’estero, hanno la possibilità di scoprire immediatamente se un prodotto associato a Reliabitaly e dichiarato made in Italy lo sia realmente. L’applicazione infatti riconosce il prodotto e reindirizza l’utente sulla pagina web dell’articolo d’interesse dove la corrispondenza biunivoca tra prodotto, codice e pagina garantiscono che il marchio Reliabitaly riportato anche sul packaging non sia stato riprodotto illecitamente. “Si tratta di un metodo di controllo attivo che assicura l’unicità del riscontro e non è falsificabile”, spiegano dall’associazione.

Nella scheda chi vuole può acquisire anche informazioni più approfondite: visualizzare immagini, vedere video collegati ai metodi produttivi, conoscere le caratteristiche tecniche e scoprire le peculiarità di quell’articolo. Anche i marchi di qualità “Dop” e “Igp” vengono in soccorso come mezzo di contrasto contro il fenomeno della contraffazione fuori dai nostri confini. La nuova frontiera dell’agroprateria è il web e il Mipaaf nei mesi scorsi è passato all’attacco. Attraverso l’Ispettorato repressione frodi (Icqrf) ha chiuso, infatti, due accordi con i più grandi player dell’ecommerce mondiali come eBay e Alibaba. L’obiettivo raggiunto è quello di garantire ai prodotti Dop e Igp italiani una protezione pari a quella che ricevono i grandi marchi sulla rete.

Dall’indagine prima citata di Assocamerestero emergono alcuni dati interessanti: ad esempio le forti riduzioni di prezzo dei prodotti taroccati. I formaggi e i latticini sono i più colpiti dal fenomeno, a causa anche della difficoltà di reperimento degli originali. Gli abbattimenti di prezzo rispetto al prodotto italiano oscillano su una piazza molto rappresentativa come Chicago dal meno 38 per cento del “parmesan” al  meno 50 per cento del mascarpone. In alcune catene distributive, inoltre, si raggiungono picchi del meno 75 per centro per il provolone, fino a raggiungere il record di meno 80 per cento sul prodotto autentico per fontina e pecorino sulla piazza di Los Angeles.

fonte : http://bit.ly/2j3QfDm

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...