Linkedin Salary, un algoritmo ci dirà quanto dovremmo guadagnare

Lo stipendio, quante volte abbiamo paragonato il nostro stipendio a quello di un superiore o di un collega appena assunto : “chissà quanto guadegnerà quello nuovo” oppure “quello passa tutta la giornata alla macchinetta del caffè e guadagnerà il doppio di noi !”.

Ma lo sappiamo tutti , i salari non possono essere mai uguali.

Se aggiungiamo poi, che, nel bel paese lo stipendio sia più basso degli altri paesi europei o del mondo la frittata è fatta, ma in Italia, addirittura varia da regione a regione. Dimentichiamoci per il momento gli stipendi di uno sviluppatore londinese o americano, che ci mangiano in testa. Per esempio, uno sviluppatore milanese guadagna molto di più di un pari livello di un collega del sud. Voi mi direte : “Eh grazie, sta a Milano, la metropoli costa di più e c’è più lavoro”. Invece non è così scontato come dovrebbe, nonostante la crisi e il poco lavoro del sud, poichè le mansioni solo le stesse e le spese ci sono anche nel sud e gli stipendi non sono proporzionati alla città.  Ed è così in migliaia di altri casi.

Durante un colloquio, ci si chiede sempre guanto guadagnamo così da farci, se possibile, un offerta migliorativa a quella attuale.
Ma in realtà quale sarebbe lo stipendio giusto per me? È quello che si sono chiesti gli ingegneri di LinkedIn, che hanno lanciato un nuovo strumento destinato a fare strada. Si chiama Salary, ed è una piattaforma in grado di dirci qual è il salario più consono in base ai dati inseriti.

Alla base di Salary c’è un algoritmo che si basa su milioni di dati.  Nei mesi scorsi, così, LinkedIn ha chiesto a un milione di suoi utenti di fornire – in modo del tutto anonimo – i dati relativi al loro salario. L’algoritmo tiene conto del tipo di lavoro svolto, dell’area geografica (città, ma in alcuni casi anche quartieri), delle competenze, del grado di istruzione e degli anni di esperienza alle spalle e fornisce un’analisi comparativa dei salari. Per ora funziona soltanto per aree geografiche abbastanza limitate: Stati Uniti, Canada e UK. Ma è soltanto una fase iniziale, e presto l’algoritmo risponderà anche al resto del mondo.

«Il nostro obiettivo è quello di aiutare gli utenti a prendere una buona decisione», ha detto Dan Shapero, direttore del product management di LinkedIn.

Ricordiamoci sempre, che oltre al salario, ci sono tanti altri aspetti che ci aiutano a scegliere l’azienda adatta per noi, la flessibilità, l’organizzazione, la crescita professionale,  il team di lavoro… e non sempre questi elementi fanno scopa con lo stipendio migliore.

Buon divertimento !!!

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