Il riscatto degli introversi, sono anche capi migliori

Più concretezza che apparenza. Più concentrazione e spazi chiusi che open space e riunioni in sequenza. Le imprese cominciano a preoccuparsi di come non dissipare il talento degli introversi, di quelle figure che in azienda possono portare molto valore e non sempre lo fanno. Di quei profili che, se non messi nelle giuste condizioni, rischiano di non dare tutto quel che possiedono.

Alcune delle aziende più attente e dinamiche, ha scritto in questi giorni l’Economist in un articolo dedicato all’argomento, hanno cominciato a mettere in atto alcune delle azioni per aiutare gli introversi a esplicare in azienda il proprio talento. Amazon ha già da tempo completamente rivisito le modalità delle riunioni introducendo il rito iniziale della lettura in silenzio delle sei pagine dedicate al tema della riunione. Sei pagine che richiedono da parte di molti un lavoro molto complesso, visto che sintetizzare un problema, un qualsiasi problema, in sei pagine non è sempre così semplice. Di fatto, chi parla, lo fa perché è legittimato a dire qualcosa di preciso su quei contenuti che diventano molto più centrali di quanto non fossero prima.

Molte imprese a orientamento tecnologico, su tutte Google, hanno ridotto il peso del colloquio di lavoro per decidere se assumere o meno un candidato, preferendo misurare, sin da subito, le capacità di risolvere un problema simile a quelli che si troveranno a affrontare durante la successiva, eventuale, vita in azienda. Diventa meno importante la capacità comunicativa, e più decisiva la capacità di risolvere problemi con efficacia.

Perché quando si tratta di risolvere problemi, non è detto che gli estroversi siano i più capaci. Ma non solo, anche quando si tratta di gestire le persone non è detto che siano sempre gli stessi a essere i migliori. Uno studio ha mostrato come gli estroversi siano più capaci a gestire quel tipo di collaboratori che aspettano ordini dall’alto, mentre gli introversi sono più in grado di coordinare gruppi di persone che sono capaci di pianificare parte del loro lavoro.

In particolare, lo studio ha separato l’effetto alone di un capo carismatico e assertivo, dall’impatto concreto sull’operatività delle persone da loro coordinate. Per fare questo gli autori hanno introdotto anche la variabile della intraprendenza dei subordinati e dei collaboratori del capo-ufficio.

In uno degli esperimenti condotti dalla ricerca è stata misurata la produttività di gruppi di lavoro di un centinaio di punti vendita di un’azienda di consegna di pizza a domicilio. I risultati hanno mostrato come i gruppi guidati da responsabili estroversi e espansivi raggiungevano i migliori profitti nei casi in cui i dipendenti avevano tratti di passività e remissività. Mentre avveniva il contrario quando a caratterizzare i componenti dei gruppi erano elementi di intraprendenza.

Ai manager estroversi, dicono gli studiosi, verrebbero meno quelle capacità di accettare i suggerimenti utili che arrivano dai coordinati e non riuscono così a apprendere quel che prima non sapevano. Inoltre, tendono a preferire quelle condizioni in cui gli è più facile mantenere una gerarchia in cui la propria assertività è completata dall’obbedienza da parte degli impiegati. Non proprio il più innovativo e dinamico modello di organizzazione aziendale.

fonte : http://bit.ly/2cyQwHp

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...