Il grande patto Ford e Google: “Nel 2020 l’auto senza pilota”

LA Ford si allea con Google per creare l’auto del futuro. E’ Detroit che s’inchina di fronte alla capacità visionaria della Silicon Valley. E’ ormai chiaro che ciò che rimane di un establishment capitalistico da Old Economy subisce un’egemonia culturale schiacciante da parte dei “ragazzi californiani”.

Quelli di Google non sono più ventenni, ma la loro azienda è una bambina rispetto ai colossi che videro la luce nel primo Novecento come Ford. Salvo che in termini di capitalizzazione di Borsa, dove il rapporto si rovescia: sono le neo-aziende a guidare la classifica, e già questo incute un rispetto reverenziale nei potentati del capitalismo antico.

Ma soprattutto, le aziende di tipo tradizionale si sono dovute arrendere a questa evidenza: il digitale invade tutto, ripensa e rivoluziona dall’interno anche quei prodotti che nel “guscio” esterno sembrano familiari. E’ accaduto con il telefono, che oggi ormai serve a tutto e solo marginalmente a parlarci fra noi: è il centralino portatile dell’intelligenza artificiale, il luogo dove convergono tutti i servizi e le attività del nostro tempo. L’automobile non viene risparmiata. Avendo collaudato mesi fa sull’autostrada 101 fra Palo Alto e San Francisco quella Tesla che è un po’ il prototipo e l’oggetto del desiderio di tutti i talenti informatici della Silicon Valley, ho assaggiato le tre rivoluzioni che insegue il progetto Ford-Google.

Sicurezza. Efficienza. Entertainment. Sicurezza: è ormai provato dal precedente dell’aeronautica, che il fattore umano è quasi sempre la causa degli incidenti. Da quando i jet passeggeri hanno subito la metamorfosi invisibile che ha portato ai comandi l’intelligenza artificiale, riducendo il tempo di comando reale dei piloti, la mortalità da incidenti aerei si è abbassata drasticamente.

Google Car punta ad un mondo di mobilità automobilistica senza imprevisti: dove i cervelli artificiali al comando delle auto senza pilota si parlano fra loro, sanno già le reazioni l’uno dell’altro, conoscono in anticipo gli itinerari e i comportamenti di tutti gli altri veicoli auto-comandati. E’ un mondo dove l’Algoritmo regna sovrano, quindi non c’è spazio per alcolismo o droghe al volante, colpi di stanchezza, distrazioni fatali, guidatori che uccidono perchè stanno guardando sms. Se al termine di una fase sperimentale l’approdo più probabile è il risparmio di migliaia di vite umane è l’ecatombe delle nostre strade.

E’ un multiplo di tutte le stragi terroristiche e si capisce che scommettere e investire su questo progetto sia lungimirante. Il secondo tema è l’efficienza: l’Algoritmo del Traffico in un mondo dove tutte le auto sono governate dall’Intelligenza Artificiale, consente di fluidificare i flussi, ottimizzare percorsi, ridurre tempi di viaggio, risparmiare energia (tanto più è che i progetti in questioni in questione puntano tutti sull’auto elettrica).

Infine c’è la dimensione Entertainment: l’ultima funzione che resterà a noi umani? Del mio collaudo della Tesla conservo la sensazione che l’abitacolo dell’auto futura stia diventando un altro luogo di consumo di informazioni, comunicazione e spettacolo. Via via che il computer mi esautora dalle funzioni di guida, per salvarmi la vita, i pensatori di questo nuovo oggetto mi riempiono il tempo di viaggio: schermi giganti, accesso a Internet, musica e video. Si lavora o ci si diverte, mentre l’Algoritmo guida. Non a caso si battono per il controllo di quel nuovo spazio Apple e Google: c’è un altro pezzo della nostra vita da colonizzare. Sempre meglio, comunque, che finire spappolati tra un Tir e un guard-rail.

fonte: http://www.repubblica.it/motori/sezioni/attualita/2015/12/23/news/ford_e_google-130025965/

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