Nasce Alphabet, Google annuncia una rivoluzione.

Una manovra manageriale per dividere business redditizi e meno redditizi e i relativi gestori? Una tattica finanziaria che consentirà di acquisire e cedere più rapidamente società nei vari settori, di concentrare o separare attività secondo le opportunità del momento? Una risposta da lungo tempo dovuta agli investitori che chiedono maggiore trasparenza sull’effettivo valore delle varie attività del gruppo? Puro teatro aziendale? Si discuterà per mesi, forse anni, della decisione, comunicata lunedì sera da Larry Page a mercati finanziari Usa chiusi, di trasformare Google Inc in una conglomerata, ribattezzandola Alphabet.

TRASFORMAZIONE

Le azioni Google verranno trasformate, alla pari, in azioni Alphabet. Page, amministratore delegato di Google, assumerà lo stesso ruolo nella nuova società mentre il cofondatore Sergey Brin sarà presidente e Eric Schmidt presidente esecutivo. Il «mago dei numeri» Ruth Porat, arrivato a marzo dalla banca Morgan Stanley, sarà direttore finanziario tanto di Alphabet quanto di Google. Questa società, infatti continuerà a esistere e sarà il cuore del gruppo, il principale produttore di ricchezza, ma restringerà il suo perimetro alle attività più importanti e remunerative: il motore di ricerca sul quale sono state costruite, fin dall’inizio, le fortune del gruppo di Mountain View, YouTube, il sistema operativo Chrome e la piattaforma Android. Restringere è un modo di dire: è da qui che vengono quasi tutti i 66 miliardi di fatturato registrati dal gruppo l’anno scorso, (soprattutto grazie alla pubblicità dalla quale deriva l’89% del giro d’affari). Questa società, la portaerei del gruppo, avrà un nuovo amministratore delegato: Sundar Pichai, l’uomo che già da anni gestisce lo sviluppo dei prodotti principali di Google. E’ lui il personaggio emergente di questa riorganizzazione finanziaria. In un certo senso lo ha fatto capire lo stesso Page che, spiegando l’operazione e la scelta del nome Alphabet («è una collezione di lettere che rappresentano il linguaggio, la più grande innovazione dell’umanità»), ha aggiunto che “da un bel po’ di tempo a questa parte Sundar dice cose che direi anche io, e a volte le dice meglio».

NUOVA ORGANIZZAZIONE

Nella nuova organizzazione societaria, sotto l’ombrello di Aphabet e a fianco di Google, verranno create varie società sperate, ognuna col suo CEO per ogni singolo business (reale o potenziale) tra quelli sviluppati negli ultimi anni nei campi più disparati dalla febbrile ansia d’innovazione di Page e Brin. Business spesso promettenti, a volte avventurosi, quasi sempre rischiosi e a redditività differita. Gli investitori in Google chiedevano da tempo maggiore trasparenza su costi e redditività delle scommesse sui trasporti, la sanità o i palloni aerostatici per portare Internet in tutta l’Africa. La mossa dei capi del gruppo va in questa direzione, anche se chi vuol sapere quanto è costata l’auto che si guida da sola o la lente a contatto che misura il diabete, probabilmente resterà deluso: sotto Alphabet, oltre a Google, ci saranno sicuramente Google Ventures, la società di «venture capital» del gruppo, Capital, la società di «private equity», Google Fiber, che gestisce servizi Internet ultraveloci. Per la medicina (soprattutto ricerca contro l’invecchiamento e le malattie senili come l’Alzheimer) Google ha già creato la società Calico (sta per California Life Company) insieme alla Arthur D. Levinson. E poi c’è GoogleX, i laboratori del gruppo che probabilmente terranno sotto il cappello di un’unica società vari programmi, come quello dell’auto senza pilota.

DECISIONE A SORPRESA

Una decisione presa a sorpresa, quella di Page, che i mercati hanno mostrato di apprezzare: nel dopoborsa ieri sera il valore dell’azione Google è salito del 7 per cento fino a quota 708 dollari. Una sorpresa relativa: con la creazione di Alphabet, il gruppo assume una struttura analoga alla Berkshire Hathaway, la conglomerata di Warren Buffett. Il capo di Google non aveva mai nascosto la sua ammirazione per l’«oracolo di Omaha» e, in un incontro riservato con gli investitori del dicembre scorso, Page aveva detto di guardare alla Berkshire come a un modello da seguire per costruire un gruppo imprenditoriale più vasto e complesso.

fonte : http://www.corriere.it/tecnologia/15_agosto_11/google-diventa-alphabet-cosa-cambia-la-rivoluzione-societaria-9be18c92-3fe7-11e5-a1d8-4e4de2e3fad8.shtml

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